Il valzer degli alberi e del cielo

il valzer degli alberi e del cielo 2Sono passata mille volte davanti a quel paesaggio che era per me simile a mille altre vallette tranquille, ma ciò che vedo non è né banale né tranquillo, sono spighe e alberi che vibrano come se fossero vivi e abbarbicati alla vita, con il vento che li sommuove, il giallo che guizza dappertutto e il verde che trema. Lui ruota lentamente il capo… poi mi si accosta, ha del rosso e del giallo sulla mano destra, delle macchie sull’orlo della camicia.Ciò che mi sbalordisce non è soltanto quel quadro stupefacente, è che lui sia riuscito a dipingerlo in meno di due ore, e quanto sia compiuto e perfetto.

Auvers- sur- Oise 1890. Vincent va Gogh si  presenta alla porta di casa del dottor Gachet. Vincent arriva da San Remy e intende trattenersi per il tempo necessaria alla terapia con il dottor Gachet. Il dottor Gachet intrattiene Vincent con lauti pasti e lunghe chiaccherate, interessato solo alla tele che Vincent gli regala. La figlia Marguerite, giovane ventenne, appassionata d’arte, scopre e vede per la prima volta la potenza dei colori. Le case dai tetti di paglia, le acque del fiume, i fiori, gli alberi e il cielo, assumono con la pittura di Vincent nuove forme e significati per Marguerite, che scopre la potenza dell’arte e del sentimento che per breve la lega al pittore. Un legame intenso, difficile e fatale. Un romanzo intenso di vera poesia, che alterna la  potenza del racconto alla verità documentata. Insieme a Marguerite, indimenticabile figura femminile, assistiamo alla composizione dei capolavori di Van Gogh e attraverso le pagine e i quadri, l’autore ricostruisce  l’epoca d’oro degli Impressionisti e getta nuova luce sulla tragica fine dell’artista e sui misteri che circondano alcune sue opere.

Lettera di Vincent a Emile Bernard, 19 giugno 1888
L’ho dipinto in pieno maestrale. Il mio cavalletto era fissato a terra con dei picchetti di ferro, tecnica che ti raccomando. Si conficcano in terra le gambe del cavalletto e poi gli s’infila accanto un picchetto di ferro lungo una cinquantina di centimetri. Si lega tutto con delle corde e in tal modo si può lavorare con il vento forte.

Autore: Jean-Michel Guenassia

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