Nord e Sud

nord e sud” Vi scongiuro, non usate la violenza! Lui è un uomo solo e voi siete in molti,” ma le sue parole morirono strada facendo, poiché non c’era nessun tono nella sua voce; non fu altro che un rauco sussurro. Il signor Thornton stava in piedi di lato; si era spostato e non era più dietro di lei, come fosse geloso di qualsiasi cosa si mettesse tra lui e il pericolo.

Inghilterra, metà 800. Margaret Hale vive a Helstone, cittadina del sud dove il padre è curato di una piccola diocesi. La crisi religiosa del signor Hale porta tutta la famiglia a lasciare Helstone per trasferisri a Milton dove l’uomo svolgerà la professione di precettore. Un trasloco complicato, logisticamente e culturalmente. Helstone rappresenta il Sud, la campagna inglese, la natura, i ritmi lenti delle stagioni. Milton è il Nord industrializzato della prime fabbriche, dei primi conflitti tra imprenditori e classe operaia, delle prime associazioni sindacali. Milton è la povertà di quanti sono esclusi dalle fabbriche a causa di malattie contratte durante gli estenuanti turni di lavoro. Margaret devota ai valori tradizionali è totalmente estranea alla realtà di degrado sociale che trova a Milton. Nient’altro che caritatevole il rapporto d’amicizia con Bessie Higgins, giovane malata e senza speranze. Difficile invece quello con il signor Thornton, padrone di uno dei più importanti cotonifici di Milton e allievo del padre nella lettura dei testi classici.  Da una parte Margaret rimprovera al signor Thornton le condizioni di vita dei suoi operai, dall’altra rimprovera al signor Higgins, padre di Bessie la mancanza di fede religiosa. Un continuo dualismo da cui Margaret fatica a uscire. Saranno i lutti e difficoltà a creare la nuova identità della giovane Hale. La ragazza giunta a Milton diventa una donna capace di superare i pregiudizi tra uomini e donne e tra padroni e operai. Sono le due polarità geografiche e la maturazione della protagonista, i temi cardine del romanzo. Lettura a tratti lenta, con inevitabile lieto fine: il romanzo è stato scritto da Elizabeth Gaskell nel 1855.

Aspettate un attimo, disse il signor Thornton, se vi ricordate, apparteniamo a una razza diversa da quella dei Greci, per i quali la bellezza era al di sopra di tutto, e per i quali il signor Bell potrebbe parlare di una vita di svago e sereno godimento, che quasi per intero penetrava attraverso i sensi. Non ho affatto intenzione di disprezzarli, ma neanche di imitarli. Il mio sangue deriva da quello dei Teutoni… non consideriamo la vita come un’occasione per il piacere, ma per agire, per produrre.

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