Nostalgia

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Stavamo bene insieme. Non a posteriori, per nostalgia. Non a priori, per aspettativa. Bene davvero, in quel preciso momento. Molto.

Israele 1995. Amir, è uno studente di psicologia e Noa una studentessa di fotografia e decidono di andare a vivere insieme. Approdano a Maoz Tzion, un paese a circa metà strada da Gerusalemme e Tel Aviv. Vivono in un piccolo bilocale. Accanto a loro vive il loro padrone di casa Moshe Zakian con la moglie Sima e i loro due figli piccoli. Nell’ appartamento al piano di sopra vivono Gina e Avram, gli anziani genitori di Moshe. Nella casa difronte vive Yotam con i suoi genitori e il ricordo del fratello Ghidi morto soldato in Libano.  Saddiq è un operaio palestinese che lavora in un cantiere  e osserva tutti i giorni la casa  sopra il bilocale di Amir e Noa: la casa da dove la sua famiglia è stata cacciata all’ arrivo dei coloni ebrei nel 1948.
Una narrazione corale che svela il difficile quotidiano di ognuno dei personaggi: litigi, incomprensioni, desideri, solitudine, inquietudine, paura e dolore, ma anche desiderio di amore e pace.
Sullo sfondo l’ assasinio di Yitzak Rabin  da parte di di un estremista ebreo e i frequenti attentati terroristici che scuotono in modi differenti la vita di ciascun personaggio. Da lontano le lettere di Modi, amico di Amir, che dall’ America Latina scrive pagine che sono parentesi di vita, senza paura. Nello sguardo di ognuno la nostalgia,  definita per alcuni e indefinita per altri: la nostalgia della madre di Saddiq per la casa abbandonata; la nostalgia di Moshe per Sida, la nostalgia di Yotam per il fratello che non c’è piu, perchè insieme a lui sono andati altrove anche i genitori chiusi ognuno nel proprio dolore. E sarà Noa, da lontano, da Tel Aviv a mettere a insieme tutti i pezzi di questa storia, con la sua arte: un progetto che risulta essere lo specchio di un paese senza pace, che racconta per immagini la nostalgia.

Noa
Ero talmente emozionata che hanno incominciato a tremarmi le mani, a tremare proprio, ma non ho provato a calmarle, ho lasciato che l’ idea – in quel momento era composta di una sola parola, NOSTALGIA – si diffondessa nella mia testa e creasse associazioni in ogni direzione. Tutto è successo a una velocità pazzesca. Come se questo progetto stesse covando in profondità dentro di me da molto tempo, in attesa della buona occasione per nascere.

La traduzione di Elena Loewenthal è della prima edizione pubblicata da Mondadori nel 2004. La traduzione dell’ edizione di Neri Pozza del 2014 è la revisione di Raffaella Scardi sulla base delle indicazioni apportate al testo originale dell’ autore.

 

Autore: Eshkol Nevo

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