Il Posto

il posto2Decifrare questi dettagli è per me necessario, ora, mi si impone con necessità in quanto li ho rimossi sicura del fatto che non significassero nulla. Soltanto una memoria umiliata ha potuto far sì che ne serbassi tracce. Mi sono piegata al volere del mondo in cui vivo, un mondo che si sforza di far dimenticare i ricordi di quello che sta più in basso come se fosse qualcosa di cattivo gusto.

Un libro a metà tra l’ autobiografia e il memoir, che racconta la storia di un uomo, di una famiglia e di una figlia. La fine del padre coincide con l’ inizio della narrazione: la cittadina normanna in cui l’ autrice ha vissuto da bambina, il padre contadino, il café epicerie dei genitori, gli anni della scuola, i rapporti affettivi e le difficoltà della crescita e del distacco. Pagine che sono l’ analisi di una terra di mezzo tra l’ eredità della la storia familiare e lo studio che porterà al distacco fisico e geografico dalle origini tra padre e figlia. Un distacco che diventa incomprensione e conflitto. Una scrittura scarna, senza artifici, con un’ attenzione ai dettagli chirurgica e essenziale, dal ritmo serrato.  Una storia che parla a tutti noi di tutti noi. Struggente, potente e necessario per elaborare il passato senza sentirsi soli. Grazie Lella, ottimo il tuo tempismo!

 

Forse scrivo perché non abbiamo più niente da dirci.

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