Mrs Bridge

Mrs BridgeSi chiamava India, un nome a cui non riuscì mai ad abituarsi. Aveva il sospetto che i suoi genitori, nel darglielo, avessero avuto in mente un’altra persona. O forse avevano sperato in una figlia diversa.

Kansas City nel tempo definito tra le due guerre, Mrs Brige cresce, si sposa, diventa madre, i figli crescono e se ne vanno e lei rimane vedova.  Una vita a tratti immobile e a momenti fulminea. Una vita che passa accanto a Mrs Bridge, senza scalfire di un millimetro le sue granitiche certezze e incertezze. Mrs Brigde scivola sulla superficie della vita, senza mai affrontare la vita, semplicemente non comprende. Non comprende i figli che crescendo si sono allontanati da lei, non comprende il marito assente e silenzioso e non comprende il mondo che precipita nel secondo conflitto mondiale. Tutto accade oltre la perfezione della vita borghese dell’ america bianca di Mrs Bridge. Le sue giornate sono scandite  dalle riunioni dell’associazione delle Ausiliarie, dai pranzi al country club, dalle cene con i Van Metre e dall’ organizzazione domestica. Nel frattempo la primogenita Ruth si trasferisce a New York, Carolyn si sposa e si trasferisce a Parrell e Douglas si  arruola nell’ esercito e Mrs Bridge realizza che gli anni che sono trascorsi come istanti svaniti nel nulla. Una vita in superficie, in una splendida gabbia nel quartiere residenziale di Kansas City, prigioniera di un ruolo e di uno stereotipo. Una narrazione perfetta fatta di istantanee fulminanti, brevi capitoli che descrivono con ironia l’ incapacità di una donna di vivere la vita. Finale sorprendente,ma inevitabile. Un grande classico della letteratura americana, pubblicato per la prima volta nel 1959, che in questa traduzione e ristampa di Einaudi rivela comportamenti e abitudini estremamente attuali.
In attesa della pubblicazione del romanzo Mr Bridge del 1969 che racconta gli stessi eventi dal punto di vista del marito.
Nel 1990 James Ivory ha tratto dai due libri il film Mr e Mrs Bridge con Paul Newman e Joanne Woodward.

 Non si sentiva male, ma aveva perso fiducia nella vita. Perché il suo cuore avrebbe dovuto continuare a battere? Per che cosa valeva la pena vivere? Poi si ricordò che il marito le aveva detto di far incerare e lucidare la Lincoln e le tornò il buonumore.

 

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