Un atelier a Barcellona

Gli venne in mente una frase che suo padre ripeteva spesso:
la paura ruba dignità alle persone.

Barcellona 1926, Ferran Clos ha disegnato una collezione che sta per trasformare la sartoria Santa Eulalia nel regno della Haute Couture spagnola.  Ferran è uno stilista brillante e un uomo egocentrico. Santa Eulalia è l’atelier-boutique di moda più antico di Barcellona, nel cuore di Passeig de Gracia  a Barcellona e Andreu Molins, accetta di dirigerlo alla morte del padre, con timore e rigore. Negli stessi giorni, nonostante un riserbo iniziale decide di dare la sua approvazione al matrimonio tra Ferran e la sorella Roser. Laia è una giovane apprendista figlia Carmen, una sarta storica di Santa Eulaia. Laia è giovane e bellissima, innamorata della vita e cieca difronte alle parole e alle promesse di Ferran. La realtà costringe Laia a crescere in fretta, a diventare una donna. E oltre le mura della sartoria gli anni seguono le vicende della Spagna: da quella prima collezione disegnata da Ferran la sartoria è cresciuta diventando un atelier, un salone vivo e colorato, punto di riferimento dell’alta società; è stato poi sequestrato dai repubblicani, negli anni in cui Barcellona resisteva mesta e bombardata fino a quando il ritratto di Franco è stato affisso al muro, per forza. La storia della casa di moda è il racconto corale delle vite intrecciate delle sarte e degli apprendisti, tra amori, amicizie, rancori e invidie. E’ un vivido ritratto di un Europa euforica e allo stesso tempo schiacciata dagli eventi.

Ritornare.
Unire di nuovo i fili spezzati di una vita.
Riprenderla dal punto in cui ci si era interrotti.
Andare indietro.
Ritornare.

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